Acquario Stardust

Acquario Stardust
Il nuovo progetto musicale di Shiva Narquois
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Amsterdam, 22 April 2009




One of these smokes

(Olio su tela, 3x 40x50cm)


h.1.38 am


Come si sta bene dopo una giornata al mare

Ho ritrovato il sorriso sulla spiaggia di Zandvoort, quà e là segnata da qualche pozzanghera-strascico-delle-maree-capricciose

Un puntino rosso nel tramonto quasi portoghese

Una fusione emozionale

Al di là dei tradimenti degli uomini

Davvero magia

Le silohuettes di tre junkies italiani a passeggio per le stradine d'Olanda

Per i vicoli di una Harlem che sapeva di bloem

Sotto la torre di pietra nella piazza

Vicino alla cattedrale

Senza cattivi pensieri , e con una macchina fotografica tra le mani - il vento che ci tagliava le reni.

Il sale marino ha dissolto le Ombre di Ieri nel batuffolo di una sigaretta. Di innumerevoli sigarette

Con Alberto e Andrej ho infine condiviso il sole morente


h. 1.43 am.

One of these smokes, (In fieri, particolare, olio 30x40)


La mia India
Amsterdam, 16th April 2009. h. 13.12
La boa delle Idi di Aprile è soleggiata e profumata, distilla aria fresca e voglia di mondo, di tutto
Einaudi ha accompagnato il mio risveglio a metà della mattina.. una frugale colazione e poi tutti a pulire il bagno e la cucina, a spazzare via gli ultimi residui dell'inverno rintanati negli angolini del pavimento
Andrej è sempre più in fase regressione infantile, non so come prenderlo.. non riesco a fargli capire che in casa viviamo in otto, e che dei suoi scazzi privati con l'altro Andrew non ce ne sbatte una minchia bollita
Tolto - o meglio, ignorato - questo ingombrante puntello nel fianco, il resto scivola via dolcemente
Arte mi fluisce nelle vene, nelle arterie. Sono acceso
Porto la mia Anouk verdemarino dal dottore per un controllo. E dopo ci si perde nel Westerpark frondoso ad inseguire le anatre nello stagno
h. 13.19

Mare Nascente



5 e 53

Brucano i lampioni
nelle pozzanghere di cielo,
arance color di miele vanno morendo

dolcezza, e come un tremolo
sbiadito negli specchi
soliloqui
di colonne barocche
e lastricati

uno sguardo in avanti
il capriccio dello spirito
soltudine
misantrocrazia quanto basta

ora è indaco, ora violetto
il temporale lontano
il richiamo di Tokyo
dolore liquido
sul bianco del telaio

l'alba malinconica
e l'abrasione di un milione di gocce
sulla pelle

la musica lontana
nella vergine luce

gracchio di piacere
pedalando per via Roma
le 5 e 53
la rana torna a casa

il bordo lontano
di monti frastagliati

l'alba avara di rosa
e l'abrasione di mille scintille
sulla pelle

Singolarità


Capelli

Mentre l'aria tiepida carezza i ricci
ceramidi in fiocchi di burro
con loro
squagliarmi
in un rivolo delicato

La sensibilità destata
sprizza
dal corpo,
dalle punte

Non sono capelli
solo lacrime di rame
come me
conducono calore
di tepore risplendono
Sono labili cristalli
fugaci
come me

Mai avrei creduto tanto sensibile
ciò che di solito ammiro
con profondo cedevole occhio
di esteta.

...


Maggio

Ho respirato il profumo del fiore
Il bianco distillato sulle vie di ieri
pistilli magmatici
prose pollinee
batuffoli di scabbia
rimembravo la mia camminata
e la città era un'altra
il cielo era un altro
L'azzurro non era mio
Le nuvole alte, così in alto
Che male alle gambe
spiavo i giradischi
fischi e risa e ali di pollo,
aroma stantìo di montone da importazione
Qui che sto a fare?
Preferirei mirare
la savana e poi morire
Vortici di animaletti che spargono dermatiti
nudo sotto i portici
i libri ingialliti
il fumo acre delle anatre a passeggio
le mode vestite e poi schermite
brillantina di altri tempi
note stonate in frigidi canti
Stamattina o ieri
nella noia di metà maggio
ieri è l'altroieri
e il domani non lo ricordo
Lo avrò perso di nuovo,
il domani,
sciupato e scaduto
svenduto alla confusione.
Fiori,
frittura di patatine.
Prove allergiche di cambio-stagione.

L'esordio della pittura






Il settimo giorno Shivanarquois, avvezzo al disegno, si ruppe le palle della matita e della penna a china.. e così decise di iniziare con la pittura ad acrilico, da zero, e con umiltà iniziò ad apprendere l'arte da solo, poichè sempre fu scettico riguardo agli insegnamenti. Tenendo bene a mente i capisaldi di Esperienza e di Fibra si gettò in un percorso nuovo, magari ostico ma sicuramente affascinante e stimolante. Infatti, fin da quando era infante Shivanarquois desiderava i pennelli, ma mai aveva avuto la forza di intraprendere un arte in cui egli valeva meno di nulla, meno di un sasso. Chiaroscuro e olii, aspettatemi! E voi, dimensioni e proporzioni, concedetemi un poco di libertà e siate clementi con l'apprendista che pieno di ingenuità ora si immerge nel mare delle vernici.
Shivanarquois volle la pittura. E pittura fu.